RICORDATE, AGITE, IMMEDESIMATEVI!

In occasioni speciali come questa giornata, mi accorgo che nel mondo i passi avanti sono ancora difficili da compiere. Non sto parlando di divulgazione scientifica, di nuove scoperte salva vita, della teoria su come è fatto l’Universo. No. Sto parlando di un argomento ancora più complesso, da non credersi tanto è inverosimile.
La storia, così come ci è stata illustrata e fatta studiare, ci racconta di avvenimenti accaduti, trascorsi, conclusi.
Ma se non fossero del tutto conclusi? Se ci fosse ancora una porta pronta ad aprirsi, pronta a spalancarci tutti in un nuovo avvenimento storico, troppo uguale a ciò che è stato già compiuto per non chiedersi, come? Come è potuto accadere? Perchè di nuovo? Perchè non abbiamo fatto niente per evitarlo?
Ecco perchè si ricorda la shoah. Per evitare il ripetersi della storia.
Se tu sei un uomo che non crede a tutto ciò, o che giudica quegli anni e quei capi di governo i migliori, prova a pensare inversamente.
Studia la storia, capiscila, leggila, informati, vieni a conoscenza del fatto che tra tutti quegli ebrei, omosessuali, malati, potresti esserci stato anche tu! Immagina se da un momento all’altro, senza alcuna spiegazione o ragione, fossi stato prelevato dalla tua casa, i tuoi genitori uccisi davanti ai tuoi occhi. Traffiti da decine di proiettili. Tua moglie spogliata davanti ai soldati. Costretta ad omaggiarsi a uomini luridi e sporchi. I tuoi figli allontanati da te piangendo e minacciati di morte , senza che tu possa fargli niente; magari il tuo figlio più piccolo lanciato per aria e preso a pistolate, come fosse un bersaglio mobile. Tuo fratello separato da te per sempre. Non sapere più chi vive o chi muore.
Immagina te stesso, messo davanti ad una schiera di ragazzi proprio come te, con fucili, pistole e cani affamati al seguito, pronti a sferrare il colpo decisivo al cuore, alla testa, o magari in varie zone del corpo solo per farti soffrire e per rendere la loro giornata più divertente.
La prima pistolata, bum!
Non va a segno. Il tuo cuore trema e capisci che per loro e solo un gioco.
Bum! la seconda pistolata colpisce il tuo vicino di fila.
Troppo vicina a te per non farti tremare ancora il cuore
Il prossimo sarai tu, lo sai.
Bum! Non senti ancora dolore.
Senti l’urlo straziante di una donna, il figlioletto morto accasciato per terra,
freddato da un colpo alla tempia!
Saresti potuto essere tu.
Ma oramai sei solo.
Per loro non vali più niente.
Non hai più nessuno pronto a piangerti.
Sono tutti morti.

Immaginati dentro ad un tumulo, immagina le tue ossa sporgenti, i tuoi piedi scalzi e sporchi, il tuo corpo troppo debole per poter lottare per un po’ di pane.

Il tuo viso dentro ad una pozzanghera non è più lo stesso. Sei solo occhi, naso bocca, tenuti insieme da uno strato sottile di pelle. pronta a lacerarsi alla prima caduta.

Prova solo ad immaginarti tutto questo.
Questo tutto, che in relatà non è NIENTE rispetto a quello che queste povere persone hanno dovuto subire.
Immagina invece adesso, la libertà. Un cancello che si apre. dei soldati che ti salvano.
Prova a pensare la tua vita dopo tutte queste torture. Incubi nella notte. Rumori troppo simili agli spari ed arle urla disumane di sofferenza. Un numero impresso sul tuo braccio che non ti abbandonerà mai più. Non è vita vero?
Vivere nel costante ricordo di ciò che eri e che sei stato. Di una vita non vissuta.
A questa vita da sopravvissuto aggiungici la paura che tutto ciò possa tornare, la paura di vedere altra gente come te ‘morire per un si, o per un no’.
Non vivresti mai per davvero, vivresti aspettando la morte per riuscire a svegliarti da un incubo che minaccia sempre di ritornare!

RICORDATE, AGITE, IMMEDESIMATEVI!

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QUANDO IL VANDALISMO DIVENTA ARTE

Ecco che ci siamo, la prima di una lunga serie di pagine.

Saranno anguste, eccentriche, spero a volte divertenti e carine da leggere.  

 

 

Mi vien da dire che nell’era in cui siamo, non può esserci nessuno nel mondo che non abbia visto almeno una volta la porta di un bagno, il muro di una casa scritta, o meglio imbrattata da qualsiasi tipo di frase. In contrapposizione mi vien da pensare invece, che in quest’era, solo poche persone siano riuscite a vedere l’arte dipinta sul muro di un edificio o su di un vagone di una ferrovia. Ritratti, scritte, disegni enormi degni di essere considerati nuovi Klimt, Giotto, Monet o tanto altro.

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Il nostro errore più comune è quello di pensare che siano tutti uguali, ma solo perché non conosciamo la differenza; noi qui non parliamo di scritte – mi vien da dire “imbecilli” – indecorose e pronte a scoprire ogni forma di indecenza e pudore umano che troviamo lungo le facciate delle nostre case, no, non quelle.

Qui si parla di disegni ed opere realizzate con maestria e perfezione, creati da veri e propri WRITERS e non da chi si cuce addosso quel ruolo disegnando poi semplici tag senza espressione, o peggio, scritte insensate e per di più scritte in una grammatica che farebbe drizzare i capelli al nostro Dante.          

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 Secondo la mia opinione sarebbe magnifico, uno spettacolo splendido riuscire a vedere qualche vecchio e lurido muro della città, decorato da questi favolosi disegni; qualche ponte triste e manomesso che riesce a vedere la luce grazie ad un’opera realizzata da writers competenti, senza la paura di dover essere presi in “flagranza di reato”. Coloro che imbrattano la città, monumenti, vecchie fontane ed edifici privati con scarabocchi sono degni di dover subire una querela ed il carico delle spese di pulizia, solo questo però, il carcere lasciamolo a chi uccide persone, maltratta donne e bambini e roba peggiore.

 Dobbiamo riconoscere quando queste forme di “vandalismo” diventano arte, dobbiamo riconoscere che stiamo sprecando la bravura dei nostri ragazzi ritenendola un atto vandalico.

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E’ bello vedere una triste città, ritornare in vita grazie alle scene e ai colori che i writers portano nei luoghi pubblici, attrezzati e messi appositamente a disposizione.

 Ancora una volta vi invito a fare differenza tra i writers, padroni di abilità artistiche eccezionali ed i comuni ragazzini di città che trovano nell’imbrattare un luogo privato l’apice del loro divertimento.

Questa è arte:

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Questo è atto vandalico:

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Ritenere vandalismo ogni forma di questa arte, ci fa apparire ancora una volta agli occhi di tutto il mondo come una ridicola nazione. Da Rio de Janeiro fino a Londra, sono stati destinati spazi appositi per la creazione di queste opere moderne. Qui in Italia sono ancora pochi questi spazi, spero che la nostra nazione presto si accorga che in carcere, per due anni dovrebbero finire altre persone e non i nostri writers.

 

 

 Chiedo scusa se non sono stata chiara e comprensibile nell’esposizione delle mie idee, ho cercato di fare il mio meglio come prima volta.